“43 Secondi. Un giorno come un altro. Un anno come un altro. Un tempo ragionevolmente lungo e sufficientemente corto per dire qualcosa. Qualunque cosa sia. In immagini, fotogrammi.”
“Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.”
“Je hais les indifférents. Pour moi, vivre veut dire prendre parti. Celui qui vit vraiment ne peut pas ne pas être citoyen ou partisan. L’indifférence est apathie, elle est parasitisme, elle est lâcheté, elle n’est pas vie. C’est pourquoi je hais les indifférents.”
- Antonio Gramsci (La Città futura, 11 febbraio 1917).
Voilà qu’est-ce que ça arrive une soirée à Paris dans un bar aux pieds de la butte Montmartre. Dans un enchevêtrement de petites ruelles la musique siffle forte, on a fait bien à temps à entrer dans ce petit nouveau carillon qu’on a été mené à se déchaîner dans un tourbillon de notes. La liberté est une musique qui joue dans les veines de n’importe qui est possédée par la joie de vivre.
C’est pourquoi je me sent partisan car j’ai envie de crier.
Ecco cosa succede una sera a Parigi, ai piedi della collina di Montmartre. In un groviglio di esili stradine la musica soffia forte, si fa appena in tempo a entrare in questo piccolo nuovo carillon che si è trascinati a scatenarsi in un vortice di note. La libertà è una musica che suona nelle vene di chiunque sia posseduto dalla gioia di vivere.
Io ho voglia di gridare ed è per questo che mi sento partigiano.
Bossi ieri aveva affermato: «Se necessario, per fermare i romani che hanno stampato queste schede elettorali che sono una vera porcata, e non permettono di votare in semplicità e chiarezza, potremmo anche imbracciare i fucili».
In seguito alle polemiche Bossi ha dichiarato di essere stato strumentalizzato perché sì, ha parlato di fucili ma non di insurrezione armata. Il leader della lega infatti ha aggiunto: «Volevo dire che noi alla democrazia ci teniamo e che democraticamente reagiremo a ogni tentativo di impedire la chiarezza e la regolarità in cabina elettorale. Non è infatti pensabile che si possa vedere annullato il voto solo perché facendo una croce si va a sbattere su un altro simbolo». E spiega che per evitare questo inconveniente i leghisti, al posto delle matite useranno i fucili.
Berlusconi sostiene che sì, il tempo per ristampare le schede elettorali c’è, perchè far incorrere gli elettori in errore a causa della veste grafica delle schede è ingiusto ed anticostituzionale. Il leader del Pdl quindi si fa carico dell’operazione e mette a disposizione le rotative delle sue case editrici, che lavoreranno giorno e notte per salvare la democrazia italiana.
Un accordo tra chi ha le idee chiare e chi ancora è titubante, un modo per decidersi.
Mai come quest’anno la categoria degli indecisi rappresenta l’ago della bilancia politica italiana. Saranno loro, in extremis, a decidere le sorti del Paese. Fra gli indecisi rientrano gli appartenenti a molte categorie: i delusi, i rassegnati, i non rappresentati e i non informati.
Una delle ultime fotografie statistiche di questo influente popolo che rappresenta circa un terzo di coloro che andranno a votare è disponibile online.
Coloro invece di cui non si parla quasi mai, perché in fondo non rappresentano un potere e tantomeno un potenziale elettorale, sono quelli che più spesso le idee le hanno molto più chiare. Mi riferisco all’immenso popolo degli studenti erasmus, dei ricercatori, e delle varie categorie di lavoratori temporanei, non residenti amministrativamente, ma fisicamente, all’estero e che non potranno esprimere la propria preferenza.
In Italia infatti non è previsto alcun voto per corrispondenza né per procura, e il rimborso delle spese di viaggio è previsto solo per le tratte ferroviare all’interno dei confini nazionali. Quindi tutti coloro che per i motivi sopra elencati si trovano fuori dal territorio nazionale e non rientrano nelle liste dei consolati italiani all’estero, non potranno far altro che rabbiosamente seguire inermi le vicissitudini politiche italiane.
Le idee, loro, le hanno chiare per motivi che vanno dall’istruzione, al confronto con realtà diverse, fino a quella lontananza spesso forzata o mirata che permette di vedere le cose di Casa nostra con uno occhio più obiettivo.
L’iniziativa che babelez.com ripropone è quella della campagna adozioni:
“Adotta un (in)deciso”!
Questo per dare voce a chi questa voce non ha e per dare spunti, idee e confronto a chi non ha ancora preso una decisione.
Puoi diffondere l’iniziativa prelevando la foto qui o linkando questo post.
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