gio 20 mag 2010
Wishes
Archiviato in: Magma — babelez @ 16:24


Babelez wishes he lived in Naples (st), near Italy (Ave)!
Pratically here.

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dom 25 apr 2010
Buon 25 Aprile a tutti – Resistiamo!
Archiviato in: nazionalità — babelez @ 16:56




(La mia versione aggiornata di “Viva l’Italia” di De Gregori)




Viva l’Italia, l’Italia liberata,

l’Italia del poker, l’Italia dei perché.

L’Italia disperata dal televisore,

Viva l’Italia, l’Italia che non vuole.


Viva l’Italia, che molto spesso crolla,

l’Italia terremotata e rinchiusa in una bolla,

l’Italia dei raccoglitori con la pelle scura,

viva l’Italia che delle mafie non ha più paura.


Viva l’Italia, l’Italia dei rifiuti in mezzo al mare,

l’Italia senza contratto, l’Italia da dimenticare,

l’Italia che se sei ricco non vai in galera,

viva l’Italia, l’Italia tutta intera.


Viva l’Italia, l’Italia che si divide,

l’Italia che si dispera, l’Italia che poi ride,

l’Italia metà corrotta e metà in cancrena,

viva l’Italia, l’Italia che si allena.


Viva l’Italia, l’Italia del 25 Aprile,

l’Italia con Saviano, l’Italia dello scaricabarile,

l’Italia con gli occhi aperti nella notte triste,

viva l’Italia, l’Italia che resiste.

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mer 10 mar 2010
Un occhio di riguardo per Salerno
Archiviato in: laborintus, photopoesie — babelez @ 19:49

*Si avvisano i signori lettori che il segnale arriva con circa dieci giorni di ritardo. In mezzo c’è stata l’Albania.*

Per descrivere quello che è avvenuto dal 19 al 28 febbraio parto dai numeri: 5 come gli scatti personali esposti, 55 le foto totali degli 11 artisti presenti alla mostra, più di 2000 le visite, 1 come il tema degli scatti ovvero la città di Salerno e 3 come il posto che ho guadagnato a suon di voti e il numero di bottiglie vinte (un rosso, un bianco e un olio).


“Un occhio di riguardo per Salerno” è stata l’esposizione fotografica a cui ho partecipato e che ho contribuito ad organizzare. La location è stata il Palazzo Genovese, cuore del centro storico e della movida cittadina. Il concept: descrivere in un istante la città di Salerno, darle forma, colore, anima e senso in un rettangolo di carta. Le istantanee, come finestre sulla realtà, si sono aperte su scorci caratteristici, panorami, particolari minimal e metafisici, personaggi umili o onirici.

Io in quel rettangolo di un attimo ho deciso di rendere protagonista la figura umana, una sorta di microtema dedicato a ciò che rende ogni città viva. Una città, infatti, può dirsi tale solo quando è calpestata, quando la verticalità dei suoi edifici e l’orizzontalità delle sue strade si incontrano con la disordinata e pullulante umanità fatta di membra e pensieri. In quel caos eterogeneo di linee e azioni capita a volte di scoprire una geometria dell’anima, un ordine in cui anche l’inanimato vive.

babelez (cc) - Un improbabile dialogo

Così può accadere che la fuga di linee di una prospettiva diventi passerella di un amore sgangherato, o che un marciapiede alberato partecipi alla malinconia di mezza età assumendo l’espressione di un viale del tramonto. O ancora, parafrasando il giornalista Ugo Di Pace che ha recensito l’evento per il Corriere del Mezzogiorno, che “una ragazza in controluce sul lungomare” sembri recitare “un improbabile dialogo con i gabbiani che quasi le sfiorano le mani”.

Quelle pubblicate in questo articolo sono le 5 istantanee presentate alla mostra.

babelez (cc) - Viale del tramonto babelez (cc) babelez (cc) babelez (cc)

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