gio 11 dic 2008
k457 – Molto Allegro – (Alice)
Archiviato in: K — babelez @ 15:59

Ambiance Metro Paris - babelez©

 

- Mi raccomando Alice, stai attenta! Mi dice mamma, mentre mi aiuta a sistemare la cartella sulle spalle.
-Non accettare niente dagli sconosciuti. I suoi occhioni mi guardano fisso dentro che mi fanno sentire una signorina, e mi abbraccia sistemandomi il fiocchettino viola del codino.
-Una volta giù prendi la direzione Porte de Clignancourt e poi scendi dopo due fermate. E non dimenticarti di farmi uno squilletto quando stai entrando a scuola.
- Si, mamma, non preoccuparti. Dico. L’abbiamo fatto un milione di volte insieme. Ora vado che senò faccio tardi.

Mi sento un po’ eccitata e, chiusa la porta, scendo le scale trotterellando, come quando mamma si arrabbia e mi dice: Stai attenta che cadi. A due scalini per volta. Giù c’è Marta che fa le pulizie e appena mi vede mi fa: Buongiorno Signorinella, andiamo a scuola da sole oggi? Io faccio sì col viso e premo il pulsante del portone. Ciao Marta.
Fuori fa freddino, e la strada è appena stata lavata. Hanno tolto le foglie secche. Io adoro calpestarle e sentire il ciaf frasc che fa quando ci passo sopra. Mi ricordo che sono sola oggi, che sono finalmente una signorina grande, e così faccio la grande, impegnata. Faccio la faccia seria e prendo il telefonino per guardare l’ora, le otto e cinque, faccio finta di essere in ritardo.

Passo davanti al giornalaio, poi c’è la panetteria. E Pizza Hut. Stasera dico a mamma di comprare la pizza. Poi al semaforo c’è l’omino rosso e mi fermo tra un signore giovane, con l’orecchino sull’occhio, che mi sorride e una vecchietta col carrellino. L’entrata della metro è sul marciapiede di fronte. Sulle strisce, hop, faccio attenzione ad andare solo sul bianco, hop. Scendo due scalini e mi metto dietro una ragazza sulla scala mobile. Quando scendo mi piace guardare indietro verso la luce che si allontana. Nel corridoio che porta ai binari ci sono tante persone, vanno tutti di fretta. Io devo girare e prima delle scale, bellissimo!! che ci fanno le scarpe appoggiate al cestino della spazzatura? E che bello! hanno colorato le mattonelle!! Le persone mi passano affianco e non ci fanno nemmeno caso, mi guardo attorno e penso che forse solo io riesco a vedere i colori e le scarpe, perché gli altri non girano nemmeno la faccia. Così sorrido, i miei superpoteri, e scendo a prendere la metro. C’è una signora che chiede l’elemosina e dice ogni tre secondi “S’il vous plait” “S’il vous plait” “S’il vous plait”. Mancano due minuti. Mi aggiusto la cartella e mi metto con la punta dei piedi che toccano la fine della linea gialla. C’è lo zero che lampeggia e io faccio come tutti che si girano a guardare a destra per vedere arrivare la metropolitana. Secondo me la porta si ferma proprio davanti a me. Lo zero lampeggia e sento il rumore avvicinarsi. Si ferma un pochino più avanti. Faccio scendere le persone e poi salgo. Mi siedo sullo strapuntino. Sarebbe bello se tutte le mattonelle fossero colorate come quelle sulle scarpe. Di fronte a me c’è un ragazzo di “colore”, come dice mamma, che ascolta la musica. Devo chiedere a mamma se mi compra l’ipod. A Denfert scendono tante persone, e ne salgono ancora di più.

Mi alzo in piedi affianco alla porta. Devo stare attenta, scendo alla prossima fermata. Ma come fa quel signore a leggere il giornale così incastrato? C’è una signorina simpatica, con i capelli lunghi lunghi, e affianco a lei il ragazzo con l’orecchino sull’occhio. Lei mi vede e mi sorride e pure io le sorrido. Quando sarò veramente grande voglio pure io i capelli lunghi così. La voce registrata dice Raspail due volte, in modo diverso. Mi fa sempre un po’ ridere come lo pronuncia e automaticamente lo dico pure io. Sono arrivata. “Attention a la marche en descendant du train”. Il ragazzo con l’orecchino apre la porta, io scendo e la ragazza simpatica mi saluta. Io sorrido ancora e continuo a camminare. Sono le otto e diciotto. Sono in perfetto orario. Prendo la scala mobile e caccio il telefonino per lo squilletto a mamma. Sono grande ormai.

La scuola è proprio di fronte all’uscita. Ecco la mamma che mi chiama. “Si, mamma, sono arrivata. Tutto bene. Ti aspetto all’uscita. Si vicino al cancello. Ciao. Pure io, ciao.” Che palle alla prima ora c’è la maestra di matematica.

 

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Ratp – Metro de Parisk457Attention à la marche

 

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ven 11 gen 2008
k457 – (Dafne)
Archiviato in: K — babelez @ 18:43

babelez©

Da quando il Consiglio ha proibito il xxxx xxx xxxxxx xxxxxxxx non ho più ragion d’essere. Mi è presa una stretta alla gola, la circolazione ha subito un brusco rallentamento, ho cominciato a sentirmi evanescente.
Tutto è cominciato con una telefonata:

- Dafne?
- Si?
- Sono Alex, hai sentito l’ultima disposizione del Consiglio? Dicono che non sarà più possibile.
- … ma cosa stai dicendo???
- Sì! Davvero, accendi la tv, ne parlano tutti canali. Ma dove vivi?
- Lo sai che non guardo mai la tv! Comunque non prendermi in giro, sto scrivendo una delle parti più importanti!
- Tanto è inutile. Ormai più niente è fattibile. Io ora devo scappare. Accendi la tv.

Allora mi sono fermata. Ho chiuso per un istante gli occhi. Ho assaporato il nero riposante delle palpebre. Mi è partito un sospiro.

Ho inviato a Marsia una copia di tutto ciò che avevo scritto in quegli anni. E poi ho cancellato ogni traccia dal mio portatile. Bruciato tutto ciò di cartaceo che portava lo svolazzo nero del mio pensiero. Ho preso la mia reflex e sono uscita in strada nella mise più anonima possibile. Non sentivo più le gambe e le persone mi scomparivano attorno. Le frasi dei passanti si dileguavano insensate e la pesantezza del momento era celata sotto la cortina della più abominevole normalità. Mentre imboccavo l’entrata della metro ebbi per un attimo la percezione che le mie ovaie stessero producendo l’ultimo barbaglio di libertà, l’ultimo farfuglio di volontà. Qualche attimo dopo scattai una foto. Mi riconobbero subito.

Lascio ora questa mia ultima cronistoria dietro la mia ultima foto.

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