sab 25 feb 2006
Babelife – Un pomeriggio al parco
Archiviato in: Babelife — babelez @ 00:58

Ieri io e Kasper siamo andati al parco. Lui, mentre ci avviavamo verso quella pozza di sterco che chiamano laghetto, dopo aver ruttato, abbaiando mi ha chiesto: “Ma che fine hanno fatto quelle stronze di oche del laghetto?” Ed io: “Bè, quelle che non ti sei magiato l’altra volta saranno crepate nel fango e nella melma!”. Lui ci è rimasto male, ha taciuto per qualche istante e poi ha sbottato: “Ma vedi un po tu quel coglione di Holden Caulfield! Se si faceva i fatti suoi queste campavano un altro po’ e io avevo il mio spuntino anche oggi…che pomeriggio schifo senza oche.” Mi ha fatto pena vederlo camminare con la testa bassa ed ho voluto rincuorarlo: “Su, Kasper, non essere triste, magari troviamo qualche altra cosa di commestibile”. Lui, dopo aver annusato nervosamente un altro po’, mi ha risposto: “ Ma che triste e triste! Chi se ne frega! Stavo annusando una traccia. Forse ho trovato un vero campione del peting*” Mentre dicevamo queste parole la mia attenzione era caduta su un bruco, verde e peloso, che arrancava sul vialetto alberato che costeggia la palude. “Kasper vedi quel bruco? Potremmo divertirci un po con lui..che ne pensi?” “Veramente mi fa un po’ pena. Vedi come è viscido.. più che un bruco sembra un brufolo pussoso. Comunque qualche cosa si può fare…mmm…fammici pensare…”. Proprio in quel momento una vocina flebile e alquanto affettata ci giunse proprio dalla direzione di quel cossettino verde: “Hei amici, andateci piano. Qui avete a che fare con un vero discendente della dinastia dei Die Bruche del 1905. E se puo’ farvi piacere vi dico che l’odore sublime ed estatico che or ora giungeva ai vostri miseri nasi, è il segno distintivo della mia antica casata”. Kasper cominciò a ridere, non la smetteva più. Solo dopo aver ripreso un po di fiato, tra una risata e l’altra riuscì a farfugliare: “Arf Arffff arf Tu chiamala come ti pare, arf ma anche se per noi è uno sport, Arf arrfff sempre di scoregge si tratta!arff arff arf” e dopo essersi calmato aggiunse: “Babelez, ma vedi tu a questo! Da dove è uscito? Così piccolo e puzza come una discarica!?”. “ Io non tollero il vostro linguaggio scurrile e alquanto provocatorio”. Quell’esserino immondo, nel dire ciò atteggiò attezzosamente la testa e con fare stizzoso riprese la sua traballante marcia. In quel momento io e Kasper ci siamo girati di scatto, e i nostri occhi si sono incontrati in uno sguardo complice e ammiccante. Ci eravamo capiti.
Dopo due minuti si udivano le urlanti richieste di aiuto del bruchetto che cercava di divincolarsi dall’appassionato abbraccio del fango. Era proprio un bel quadretto: il brufolo schiamazzante nel marrone della melma ornata dai rifiuti dell’intelligencija salernitana e le carcasse dei pennuti.

Proprio in quel momento io e il mio malefico amico vedemmo avvicinarsi una tipa con un libro dalla copertina bianca sotto un braccio, e una cagnolina al guinzaglio. Giunta sul bordo dello stagno, dopo aver gettato una lattina di chinò nella palude si era resa conto che c’era un esserino verde che si dibatteva li in mezzo. Joan cambiò subito espressione e, meravigliata e quasi inebetita, in un sorriso fuori dal tempo, proferì:
—CONTINUA

*Forse non tutti sanno che lo sport preferito dei cani è il Peting. Uno sport che consiste nell’emissione di gas flatulenti dagli orifizi disponibili. Gli atleti vengono valutati in base alla scala di flatulenza canina internazionale che sancisce due criteri fondamentali. Il primo consiste nel grado di pregnanza dell’emissione che va da un minimo di 0,1 ad un massimo di 7,5 ( grado di pregnanza massimo raggiunto solo una volta nella storia della canilità dal mitologico chiuaua nano della Cappadocia, Argo. Forse più noto fra gli umani per essere il cane di Ulisse). Il secondo criterio invece è la permanenza nell’ambiente di tale emissione che si calcola in base all’unità di tempo.

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mar 21 feb 2006
Babelez – Il logo
Archiviato in: Magma — babelez @ 01:32

Un vivo e sentito ringraziamento al Pittore Gauguin alias Toninho e mio beau frère, per la realizzazione del logo del blog. Degno del nome che indossa il Pittore si è espresso in un disegno di altissima fattura. L’ingresso al Salon d’Automne è dunque assicurato. Un ringraziamento va anche al venerabile “orsacchiotto con la mente del bastardo” Mucio che, grazie alla sua sempre viva attenzione culturale ha reso possibile il concorso “Vota e vinci con il pittore Gauguin!”, da cui ha preso forma l’opera in questione.

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dom 19 feb 2006
Elogio alla Memoria – Trapassati i Trapassati
Archiviato in: Magma — babelez @ 20:44

cimit

Il trapassato prossimo e il trapassato remoto sono due cugini che ognuno in Italia ha conosciuto più o meno all’età di sei o sette anni. Non che fossero molto eloquenti o simpatici, il più delle volte li si salutava per educazione o per senso del dovere. Poi verso i dieci anni ognuno di noi non li ha più rivisti o sentiti. Sono scomparsi. Qualche volta, ma molto raramente, nel flusso di parole di qualcuno che ci parla si coglie l’influenza dei loro insegnamenti (soprattutto del Prossimo), ma mai nessuno che li citi per nome. Io personalmente non ho più sentito sillabare “Trapassato prossimo” e “Trapassato remoto” da quando ho terminato con fatica le scuole elementari. A me un po’ dispiace ed è per questo che li ho resuscitati, anche perchè ricordo che dopo che li ebbi conosciuti mia mamma mi regalò il mio primo mangiadischi.

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