gio 26 apr 2007
In Medias Res – Incipit Contest
Archiviato in: Magma, S-catene, laborintus — babelez @ 22:29

In Medias Res

Mentre il sole si accasciava stancamente sulle colline, io ero per quella strada senza uscita, fiancheggiata da due vecchi muraglioni che, come due soldati, mi sbarravano ogni via di fuga. Lo sterrato conduceva umilmente, a capo chino, alla sontuosa e massicia cancellata. Ero giunto lì per via di una missiva misteriosa che un certo Dblk aveva insinuato sotto il mio portone.
Giunto al soglio del Cancello, su una torretta che lo affiancava, devotamente si ergeva, in marmo, una targa:

IN LIMINE 1
Godi se il vento ch’entra nel pomario
vi rimena l’ondata della vita:
qui dove affonda un morto
viluppo di memorie
orto non era, ma reliquiario.

Un po’ preoccupato, mi guardai d’intorno, che il giorno era quasi terminato e mi intimoriva varcare quell’ingresso. Tant’è che mi accesi una sigaretta e, aspirando il fumo denso, cercai di rilassarmi pensando a luoghi ameni. Così d’un tratto mi sovvenni di

Quei pomeriggi, quei pigri pomeriggi, in cui solevo stare seduto, o sdraiato, sul Desolation Peak, a volte sull’erba alpina, con centinaia di chilometri di roccia innevata tutto intorno a me, il Monte Hozomeen che si profilava a nord, il vasto nevoso Monte Jack a sud, l’incantevole vista del lago più in basso a ovest, oltre la gobba nevosa del Monte Baker, e a est le mostruosità frastagliate e attraversate da torrenti appoggiate alla Cascade Ridge, e dopo quella prima volta in cui mi ero reso conto all’improvviso “Sono io che sono cambiato e ho fatto tutto questo e sono andato e venuto e mi sono lamentato e ho sofferto e ho gridato, non il Vuoto” e così ogni volta che pensavo al vuoto guardavo verso il Monte Hozomeen (perché la sedia e letto e prato guardavano a nord) finchè non mi resi conto che “Hozomeen è il Vuoto, o almeno Hozomeen rappresenta il vuoto ai miei occhi”.2


Ripresi fiato dopo quel ricordo tutto di filato e, finalmente rincuorato dalle mie visioni, allungai la mano al campanello. Appena che ebbi poggiato il dito audace, il pesante cancello grosso e rifinito scricchiolò, lasciandomi passare. Pensai fosse collegato direttamente al congegno di apertura, tanto fu immediato, e l’interno poi subito mi parve disabitato.
Al centro dello slargo che dava sul casato diroccato campeggiava solitaria una Quercia:

L’albero della vita e della morte, della realtà e del sogno, di Dio e l’uomo segnò ufficialmente il mio ingresso in quella parte della mia vita che aveva come protagonista la vita stessa, il mio secondo terzo. Fino a vent’anni avevo impegnato la mia esistenza a capire chi ero, avevo lottato per essere ciò che sono – era stato l’inizio della ricerca di me. Ora mi spettava mettere in pratica, concretizzare, vent’anni di affermazioni mentali.3


Così fronteggiai e la quercia e la mia paura e proseguendo giunsi alla porta del caseggiato. Era socchiusa e quando la varcai vidi che da dentro filtrava un chiarore scoppietante, pareva che danzasse. Era il focolare.
All’improvviso trasecolai e tutto mi fu chiaro. Perché voi non lo sapete ma io

Sono un uomo malato… Sono un uomo cattivo. Non sono un uomo attraente. Penso di soffrire di fegato. Del resto, non ci capisco un fico secco della mia malattia e probabilmente non so di cosa soffro. Non mi curo e non mi sono mai curato, sebbene rispetti la medicina e i dottori. In più sono anche estremamente superstizioso; be’, almeno abbastanza da rispettare la medicina. (Sono abbastanza istruito per non essere superstizioso, ma sono superstizioso.) Nossignore, non voglio curarmi per cattiveria. Voi questo, probabilmente, non potete capirlo. Ma io invece lo capisco.4


Perché quella, infatti era casa mia, ed io me ne ero dimenticato, ero come naufragato, ma ora tutto era chiaro. Subito rinsavii e mi avviai alla camera da letto che forse era meglio riposare. Una volta adagiato, però, mi sentii sussurare:

Non importa quanto la giornata sia stata orribile o insulsa: si finisce sempre lunghi distesi sul proprio letto – e non si è più una scimmia, un uomo, un uccello, e neanche un pesce. L’orizzontalità in natura è piuttosto una definizione geologica, e ha a che vedere con i sedimenti: è un omaggio alle vertebre ed è rivolta al futuro.5

E subito mi addormentai.

.

.
1 Montale – Ossi di seppia – In Limine
2 Kerouac – Angeli di Desolazione
3 Sir Wallace McDersey – The Second Third
4 F.M. Dostoevskij – Memorie dal sottosuolo
5 Iosip Brodskij – Profilo di Clio – Dopo un Viaggio, ovvero omaggio alle vertebre

PS A questo punto le regole cambiano.

Incipit Contest

La catena si spezza e diventa Incipit In Medias Res Contest
Il contest è indirizzato a quanti si vogliano cimentare a costruire un piccolo racconto che racchiuda al suo interno minimo 3 incipit.
Vi invito quindi a inviarmi i vostri racconti tramite mail a babelez [at] gmail.com.
I racconti saranno postati sulle pagine di questo blog e si potranno votare con un voto da 1 a 4.
Ovviamente è possibile un solo voto per racconto.
Il racconto vincitore avrà in premio la locandina del film “Babel” magnificamente modificata da me medesimo (esemplare unico e firmato!).
Va da sè che il mio racconto non è in gara, dal momento che non sono previste autopremiazioni.

Se l’iniziativa dovesse decollare proverò ad inviare la raccolta di racconti alle varie case editrici dopo il vostro consenso.
La scadenza del concorso è vincolata al grado di partecipazione, non è detto che l’iniziativa decolli.

Commenti (12)
dom 22 apr 2007
Elezioni Francesi. L’Esagono comunque meglio dello Stivale
Archiviato in: Riflessioni, nazionalità, postumi parigini — babelez @ 20:09

Appena terminato il primo turno delle elezioni presidenziali francesi.

Royal et Sarkozy In pole position il candidato di centrodestra Nicolas Sarkozy seguito a ruota da la femme fatale Royal, socialista, candidato del centrosinistra. Dietro di loro avevano provato a contendersi l’ingresso al secondo turno il candidato del centro Bayrou e l’ultraconservatore Le Pen.

A parte qualche brutto neo, vedi l’ultraconservatore nazionalista sponsorizzante la pena di morte e xenofobie varie, i programmi e le prospettive dei candidati presidenziabili francesi sono davvero esaltanti se confrontate con quelle del Belpaese.

Giusto qualche esempio in alcuni settori cruciali quali la Cultura, la Comunicazione e l’Educazione

La Francia investe normalmente moltissimo nel settore culturale e fa della formazione e dell’istruzione un caposaldo fondamentale dello sviluppo del Paese.
Qualche esempio di ciò è la fitta rete di musei, biblioteche, videoteche largamente accessibile ai giovani e alla comunità intera, bene organizzata e fruibile pressochè a tutti. In moltissimi casi coperta anche da una rete internet Wifi a disposizione dell’utenza. Esempio emblematico il Centre de Pompidou , museo di arte contemporanea nel cuore di Parigi. Senza pensare ai giorni di ingresso gratuito (generalmente la prima domenica del mese) alla maggior parte degli edifici museali.
Nei programmi di queste presidenziali c’è chi promuove addirittura la totale gratuità di tutti i musei nazionali (Sarkozy).

Altro esempio ne è il tasso di lettura, uno dei più alti in Europa e che noi italiani, in base alle statistiche possiamo solo invidiare. Ma ovviamente il tasso di lettura è dipendente anche da politiche editoriali quali ad esempio il costo dei libri. In Italia un classico della letteratura, tascabile, viene venduto mediamente a 8 – 10 euro mentre in Francia è possibile trovarlo in libreria a prezzi molto più contenuti, anche 3 euro se il libro non è formato da molte pagine (vedi Camus, “L’Etranger” edition Folio Gallimard – in Italia a 7 euro ed. Bompiani). Oltr’alpe poi, in librerie come Gibert Jeune è possibile trovare una vasta scelta di tascabili usati anche a 1 – 2 euro.

L’Istruzione e le Comunicazioni

elezioniMa cos’è che maggiormente promuove la cultura se non l’accesso all’istruzione di base e superiore?
Solo un esempio: i nostri cugini francesi pagano in media fra i 200 e i 350 euro annui per tasse universitarie. In Italia per la stessa cifra quasi non si riesce a pagare nemmeno la prima delle rate annuali.
Ma cosa propongono i candidati alla presidenza? Un aumento del 10% annuo del budget per la ricerca (Royal), aumento del 50% del budget per l’insegnamento superiore (Sarkozy), e aumento delle borse di studio (quasi tutti i candidati). Poi ancora scolarizzazione obbligatoria a tre anni, prestiti a tasso zero per studenti, aumento del numero degli educatori e così via. In una cosa però il nostro Paese è avanti: l’istituzione del Servizio Civile Volontario.

Nel mondo delle Comunicazioni invece i due maggiori candidati propongono: obblighi per i canali pubblici di accrescere le emissioni culturali (Sarkozy) e una tassazione degli introiti pubblicitari dei canali privati a favore dei canali pubblici (Royal), sostegno allo sviluppo di software libero (Sarkozy) e il rafforzamento delle misure anticoncentrazione nella stampa (Royal).
In Italia invece ci ritroviamo ancora a parlare dell’eterno irrisolto conflitto di interessi, e a sorbirci in tv l’ultima pupa-valletta di turno fresca fresca dell’ultima inchiesta o ancora “approfondimenti” su fenomeno letterario-cinematografico acchiappa adolescenti.

Contributo di locazione

Per le politiche sociali ed economiche numerose sono le proposte, ma basta ricordare che, già allo stato attuale delle cose, in Francia si ha diritto ad esempio a contributi di disoccupazione e a contributi di locazione. Vale dire, per quest’ultimo, un rimborso di parte dell’affito pagato; su 500 euro di affitto si ottengono anche 190 euro di rimborso dallo Stato, (Caf, qui potete effettuare una simulazione del contributo statale).
Fra le nuove proposte un aumento del minimo salariale a 1500 euro mensili (Royal), l’esonero dei diritti di successione per piccoli e medi patrimoni (Sarkozy), creazione di un “small business act” alla francese con sgravi ed esoneri fiscali e semplificazioni delle pratiche amministrative (Bayrou).

In conclusione, chiunque riuscirà vincitore di queste presidenziali, la situazione francese, pur con i suoi numerosi problemi (tra gli altri vedi: criminalità, immigrazione, banlieu, ‘collocazione europea’), avrà prospettive sicuramente più rosee di quella italiana.
Ed in definitiva poi, l’italiano medio si accontenterà di avere raggiunto pur sempre un primato calcistico.

Approfondimenti: Le Monde, i programmi dei candidati

babelez su mente critica

Babelez

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gio 19 apr 2007
Vendesi carro armato Abrams
Archiviato in: Magma, Riflessioni — babelez @ 01:51

Vendo carro armato M1-A1 Abrams, ancora in garanzia, in buono stato come da foto.
In omaggio una baionetta e una bomba a mano.
Per info scrivere a weaponshop[at]gunowners.com
o telefonare ore pasti

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