Si, perché sembra che io mi sia volatilizzato.
A dire il vero il caldo di questi giorni ha provato a farmi evapore, a disgregare le mie cellule e a farle levitare nell’aire sotto forma di goccerelline di sudore. Ma che poi, apriamo e chiudiamo una parentesi schifosa (con tutto il sudore evaporato in questi giorni da milioni di italiani sarà normale poi prevedere una pioggia acida o un bagno di sudore?).
Ma a parte la calura estiva che è ormai diventata un modus vivendi (tipo che appena apro il portone di casa sento salirmi sulle spalle e abbarbicarsi a me un’insopportabile atmosfera appiccicaticcia che io immaggino con le fattezze di un ciccionissimo barbone peloso, tipo orso bianco-sporco, e che invece trattasi di Babbo Natale che passa il resto dell’anno a ubriacarsi nella sua nullafacenza fetida), ma torniamo a noi, in questi giorni privi di sogni di mezza estate (e chi dorme con questo calore? figuriamoci sognare!) sono oberato da mille impegni e progetti.
Ricordate di quando vi parlavo della buca delle lettere? Bè, dopo essermi trasferito nel portone, perché il portone è sempre il posto più fresco delle case degli italiani, la famigerata lettera è arrivata. No, non vi svelo ancora nulla e vi dico solo che le nuove erano buone e a parte questo che ho diecimila cose a cui pensare.
Indi scusate la mia assenza e prendetela come dice il detto: il silenzio è assenzio. e quindi ubriacatevi alla mia salute!
PS Questo, in ogni caso, non significa che io me ne sia andato.
In un mondo dove l’emergenza rifiuti è più importante dell’effetto serra, dove le città sono popolate dai rifiuti prima ancora che dai cittadini, e dove la medicina non può nulla contro le mefitiche esalazioni della monnezza, i nuovi paladini non possono essere che loro: i Netturbini.
Dagli stessi produttori delle serie televisive “Lost (in the garbage)” e “ER (Emergenza Rifiuti)”, e con la partecipazione straordinaria del cassonetto personale del Dr House: “NU Nettezza Urbana” è in onda solo su www.babelez.com
a volte non c’è nulla da dire. hai la tua vita davanti a te e la vivi. la vivi per quella che è. così com’è. perché ci sono periodi in cui il massimo che puoi fare è vivere. semplicemente.
e così ci sono i momenti in cui ripari una persiana rotta, e i momenti che te ne stai a far scorrere le righe sotto gli occhi. quelli in cui ti trovi con dei piatti in mano in uno dei posti veramente belli della tua città. i momenti in cui ti rendi conto che i lacci delle tue scarpe sono troppo lunghi e le tue scarpe troppo vecchie. quelli in cui, stanco dal lavoro, ti sorprendi con il naso all’insù ai giardinetti col tuo cane a salutare una nuova costellazione. quegli altri ancora in cui la dolcezza infinita di uno sguardo ti dona molto di più di tutte le possibili combinazioni stellari e ti basta sapere che quegli occhi, come stelle, continueranno ad accarezzarti per poter sorridere tranquillo al tuo destino ballerino.
e poi ci sono tutti i momenti in cui getti l’occhio alla buca delle lettere perché da quella cassettina ormai così sconsolatamente anacronistica, ma pur sempre così genuinamente poetica, aspetti notizie sul tuo futuro prossimo venturo.