ven 16 nov 2007
Ma Chère Lutèce
Archiviato in: Babelife — babelez @ 00:36

Oiseau sur Seine - babelez©

Nozioni sparse, spazzate dal vento e dal freddo che mi ha vestito il naso di un rosso ben spremuto da mouchoirs ruvidi.. ché la farmacista ancora sarà china sul suo bianco trono per le maledizioni che le ho comminato, ché a me solo la nafazolina fa effetto ed è la seconda volta che in Francia mi fregano. Dunque Grève o sciopero ed io, che una volta tanto nella vita non faccio lo scioperato, cammino. E cammino per il secondo giorno, (ché qui le cose, quindi anche gli scioperi, le si fanno sul serio), osservando i camini caldofumanti, nel mio ritardo cronico mentre fumo il mio respiro.
E tra un bombino e una donza spunta fuori “Cirillo – La bestia Attore” o quindicenni interessati alla politica internazionale. Poi la solita Tour che gira attorno al faro nella notte parigina. Ma di una Parigi, Chère Lutèce, che finalmente è davvero donna, nonostante il freddo e le intemperie corporali, e sorride, soave, perché puo’ finalmente sospirare la parola: Amouuur.

Commenti (3)
dom 11 nov 2007
There’s a good reason for you…
Archiviato in: Babelife — babelez @ 13:40

do not disturb

…NOT TO KNOCK RIGHT NOW!

Commenti (1)
ven 2 nov 2007
À l’intérieur de ce sac
Archiviato in: laborintus — babelez @ 20:46

Matrioska - babelez©

À l’intérieur de ce sac,
il y a des livres que j’ai achetés
avec l’argent des livres que j’ai vendus,
que j’ai achetés avec l’argent di due bottiglie vino
che avevo comprate con i soldi guadagnati da una poesia,
che avevo scritto guardando una foto,
che avevo scattatto mentre ero ubriaco
delle parole che avevo letto in un libro,
che ancora non ho scritto ma sognato,
in un sogno così reale che era la mia vita,
in quel momento in cui, barbone, mendicavo in metrò,
sorrisi che nutrissero il mio animo,
affamato di immagini,
che fossero spunto alla mia immaginazione,
bistrattata dal flusso delle cose,
che si muovono intorno alla mia identità,
ricca del mio nuovo ruolo di insegnante in una civiltà
ormai frustrata dai giornali e dalle azioni,
vendute come si vende l’aria,
viziata dai vizi,
che io ancora sto ricercando di descrivere,
che forse ho già descritto in altre forme,
che poi sono diventate parole,
che hanno riempito bottiglie
di un ebbrezza che voleva dimenticare
le lettere dell’alfabeto,
che non ho mai imparato,
ma che ho solo bevuto, in un una notte
in cui avevo sete di…

Commenti (7)
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